LA MODERNA SCHIAVITÙ
Stamattina come spesso accade nelle mie giornate lavorative (sottopagate) ho aperto Linkedin, e mi sono ritrovata a leggere, dopo una sfilza di post inutili su quanto è bello e emozionante il lavoro in team, o la potenza del gruppo, un post di Factanza, pagina che elargisce e dispensa informazione a noi poveri mortali, in modo semplice ed efficace.
Insomma senza perdermi troppo in cazzate, il post esordiva così:
"I lavoratori italiani sono pagati ogni anno 15 mila euro in meno di un loro collega tedesco e 10 mila in meno di un francese"
E allora uno pensa "Emigro in Australia, farò surf e aprirò un chiosco sulla spiagga!"
Ma la verità è che la vita in Australia, per quanto possa fre gola e sembrare semplice, non lo è affatto (possiedo testimonianze di amici che sono partiti e non tutti si sono trovati bene). Anzi se pensate che per ottenere un visto bisogna obbligatoriamente spezzarsi la schiena almeno sei mesi a raccogliere cocomeri, o qualsiasi altro tipo di ortaggio si coltivi nelle Farm, beh uno ci pensa due volte...
D'altra parte non siamo mica tutti nati per coltivare ortaggi, e poi insomma un cristiano deve avere anche l'attitudine e il carattere di prendere e mandare tutto a quel paese, partendo senza un minimo di criterio su cosa farà nel "nuovo mondo".
A me la notizia di Factanza fa impallidire, e penso "vediamo cosa si può fare per rimediare..." ma mentre scrollo sulla loro pagina di informazione modalità slideshow, trovo post di difficile digestione, come quello che parla degli stage... e insomma si apre il sipario di uno spettacolo che forse farà impallidire anche voi.
Bene, mettiamoci comodi, buona visione.
Innanzi tutto, per chi non lo sapesse i contratti di stage o tirocinio non esistono da sempre, ma sono stati introdotti in Italia nel 1997. Inoltre è importante sapere che alle aziende uno stage conviene per svariate agevolazioni.
Per le imprese è infatti prevista un'aliquota agevolata sugli stage extra curriculari, esistono poi sgravi fiscali che il Governo italiano ha disposto per tutte le aziende che assumono stagisti e ultima agevolazione ma non per ordine di importanza... parte della retribuzione dello stagista non è pagata dalle aziende, ma dalle rispettive regioni in cui gli stage vengono svolti.
Ma a noi conviene?
A noi poveri cristi freschi di lauree e master, che per anni ci siamo spezzati la schiena senza ricevere nulla in cambio, se non voti su un infelice statino cartaceo. Insomma ci conviene farci sottopagare per mesi?
Biogna soffermarsi un secondo prima di rispondere, e riflettere sul fatto che solo chi possiede un reddito finanziario bello alto, può in definitiva permettersi uno stage, come se questo fosse una sorta di premio per essere cresciuto nell'agio, o più verosimilmente una pena da scontare.
Welcome to INFERNO.
E infatti amici miei, uno stage pesa sul conto 1000 euro al mese a persona, che dite conviene?
Direi proprio di no, beh perché se uno si mette a pensare che per iniziare uno stage (parola che non significa altro che = lavoro sottopagato) bisogna magari trasferirsi, cambiare città, o paese, e pagare un affitto, la spesa, l'abbonamento della metro, una birra il venerdì per dimenticare di essere un precario.... insomma fai due conti e il conto è quello.
Salato sì, ma a prova di borghesi.
E Factanza continua:
"Il 70% dei giovani oggi non si può permettere un tirocinio non retribuito nei prossimi sei mesi"
Mentre gli stage curriculari (ovvero legati a percorsi didattici) non devono essere retribuiti, quelli extracurriculari sono pagati in base a decisioni regionali, e fa accapponare la pelle la differenza tra regioni come il Lazio, dove un tirocinio viene pagato minimo 800 euro al mese, e la Lombardia, dove invece il limite è di 300 euro.
Gesù aiutaci.
Non so se sapete che Milano è diventata la città più cara d'Italia, dove gli affitti di una stanza (alias sottotetto o gabbia per topi) costano circa 600 euro al mese, se non di più, ma l'altra faccia della medaglia è che è piena di fuori sede, proprio perché c'è più opportunità lavorativa rispetto ad altre città italiane.
Il che fa ridere.
Allora uno dice "vbb stringo la cinghia per sei mesi e poi finalmente avrò un contratto e sarò indipendente!" (fermo restando che gli stage extra curriculari possono durare anche 12 mesi!)
E invece cari amici, ancora una volta Factanza ci aiuta a rispondere a chi crede che i sogni siano realizzabili con stage sottopagati. Solo il 30% degli stage si è trasformato in un vero e proprio contratto di lavoro!
Beh che dire, resta da vedere quanto avanti andremo a costruire una società
elitaria e sfruttatrice che si preclude di dare possibilità, stabilità e futuro
alle nostre giovani menti competenti.
Abbiamo avuto l'illusione di essere usciti dalla schiavitù, ormai moltissimi anni fa... e invece come chiamare questa nuova frontiera del lavoro se non moderna schiavitù?
Lasciate un commento sotto e dite la vostra!


Commenti
Posta un commento