LETTERA AL DIRETTORE

 


E mentre in tutta Italia aumentano le proteste per il caro affitti, il governo Meloni decide di rendere più semplici e veloci le procedure per i contratti a tempo determinato.

Questa è la situazione attuale di questi primi mesi del 2023.

Gli affitti sono saliti dell’11% dall’anno scorso…

Alcuni miei colleghi e amici che già erano affittuari di un immobile, sono stati costretti a pagare di più per tenersi strette le loro stanzette da 9 mq, perché i proprietari, vista la situazione, ne hanno approfittato senza pudore.

Queste sono solo alcune delle storie che mi capita di sentire parlando con persone che come me vivono in altre città, senza una casa di proprietà, e fanno 3 lavori per pagarsi un affitto.

All’Università della Sapienza (mia culla di conoscenza, dove ho avuto l’onore di studiare per due anni), alcuni studenti si sono rivoltati contro il caro affitti, con proteste che hanno mobilitato un’intera comunità a scendere letteralmente in piazza (della Minerva) e piantare tende, portandosi i propri effetti personali, per restare a dormire lì, creando un vero e proprio flashmob nazionale.

Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, ieri è stato intervistato dalla giornalista Maria Serena Natale, insieme al direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Braidense James M. Bradburne, e alla domanda della Natale rispetto a cosa si possa fare per gli studenti che continuano a protestare in piazza, ha esordito così:

“Ci sono 200 mila studenti che studiano a Milano, gran parte fuori sede, lo sappiamo. Ma come vogliamo accoglierli? Credo che i giovani siano la risorsa più importante che abbiamo. Il bene più prezioso, si dice spesso, è il capitale umano e sono sicuro che sia costituito dalle persone che studiano e che innovano. Qualcuno sta facendo qualcosa, la Bocconi, ma anche la Cattolica che ha preso una caserma con l’obiettivo di trasformarla in uno studentato…”

Ora, dopo aver ascoltato le sue parole, sono rimasta a bocca aperta, sgomenta e mi sono detta che forse la tenda la pianto pure io. 

Caro Luciano, ma lo sa lei che io ho avuto la possibilità di studiare in uno dei suoi curatissimi master alla RCS Academy, pagando quella che pensavo fosse una promessa per un futuro sicuro 15 mila euro? E lo sa che oltre a non rispettare le mie richieste di stage, i vostri tutor (che voi pagate fior di quattrini) mi hanno dato il privilegio (chiamiamolo così) di fare uno stage proprio nella sua bella azienda?

Il Corriere della Sera, l’elefante dell’editoria italiana, mi piace chiamarlo così.

Penso anche che lei sia perfettamente a conoscenza del fatto che mentre i suoi dipendenti percepiscono uno stipendio che potrebbe essere diviso tra tre persone, pagate gli stagisti 400 euro al mese. 

E davvero ha il coraggio di andare in tv, sui canali nazionali, a dire che dobbiamo aiutare gli studenti che protestano?

Davvero pensa che la risorsa più importante di questo paese siano “le persone che studiano”?

Io non ne sarei così sicura, forse è più importante per lei farsi un po’ di pubblicità spicciola e poi fregarsene quando torna a casa la sera nel suo comodo letto. Forse far finta di immolarsi per i giovani è il nuovo modo di “dare un contributo reale”.  

Io ho avuto fortuna, ho trovato un’azienda che ha creduto in me e sono scappata dal Corriere, dopo che le promesse di un contratto stabile, fatte in sede di un iniziale colloquio, non sono state minimamente mantenute alla fine del mio stage. Anzi le dirò, la sua amministrazione, mi ha offerto un contratto di 800 euro al mese per una collaborazione, dove per “collaborazione” si intendeva lavorare dalle 9 alle 18, tutti i giorni.

Lei ha mai provato a campare con 800 euro al mese? Io l’ho fatto con i 600 che percepivo grazie al suo stage.

Se non avessi avuto dei genitori alle spalle che mi hanno permesso di vivere a Milano (sì, io sono una di quelle fuori sede), io non sarei potuta entrare nella sua azienda e accorgermi di quanto sia vergognoso il modo in cui trattate gli stagisti, sfruttandoli con orari di lavoro straordinari (ovviamente non pagati) e con paghe misere.

Ci tengo a dire che in Italia non siete assolutamente un caso isolato, anzi. 

Ma lei con quale faccia va in tv a dire che sta dalla parte degli studenti? Il sorriso sornione che ha sulle labbra è sintomo del menefreghismo della sua generazione nei confronti della nostra, signor Luciano.

Non do la colpa a lei, perché lei è solo una delle tante vittime di anni e anni in cui si è sedimentato un pensiero generazionale condiviso dai più su cosa voglia dire "fare la gavetta". 

Probabilmente non risponderà mai alla mia lettera, denuncia di una generazione che non può più sottostare alle vostre leggi escludenti sul mercato del lavoro.

Se vuole aiutare i giovani, gli studenti, gli stagisti, cominci a fare realmente qualcosa di effettivo, si metta ad un tavolo con il suo caro amico di scrivania Urbano, e cominciate a pagare quello che si meritano le troppe persone che lavorano per voi, sottopagate, a cui promettete una stabilità.

Se vuole fare davvero la differenza per queste giovani leve universitarie che forse tra qualche mese si troverà tra i corridoi senza neanche sapere i loro nomi, agisca, senza il bisogno di parlare al vento, sappiamo molto bene non serve a nulla.

I pagliacci li lasci fare ai politici, lei sia serio e lo cambi questo paese, per i giovani, per tutti noi.

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